Logo Associazione Albergatori della Provincia di Lodi Associazione albergatori della Provincia di LodiContatta l'Associazione Albergatori della Provincia di Lodi Seleziona la lingua: ItalianoSeleziona la lingua: IngleseSeleziona la lingua: Tedesco Seleziona la lingua desiderata
Associazione Albergatori | Contatta l'associazione | Mappa sito | Partners | Treni | Aeroporto: MXP LIN PGY | ATM | Star | Line | InfoTraffic | TuttoCittà  
Elenco degli alberghi a Lodi e nel Lodigiano
 
Alberghi Albergo Anelli
Alberghi Albergo Castello
Alberghi Hotel Concorde
Alberghi Hotel Fiesta
Alberghi Hotel Napoleon
Alberghi Laus Residence
Alberghi Motel Nord

Il Meteo sul territorio di Lodi, Milano e Piacenza

La mappa di Lodi e del Lodigiano, con gli alberghi del territorio

Iscrizione alla newsletter


  Benvenuti sul portale Lodigiano dell'Associazione Albergatori della Provincia di Lodi  
  Natura Curiosità Tarantasio, il mostro in mezzo al lago  
 
Stampa l'articoloSegnalazione articolo da Lodi Hotels

Tarantasio, il mostro in mezzo al lago

Risale ad una storia della città di Lodi redatta dal monaco Sabbio nel 1110 una delle prime notizie scritte sul lago Gerundo, oggi scomparso. Era formato dai fiumi Adda, Oglio e Serio, si stendeva su una parte della provincia di Bergamo e arrivava fino a Lodi e a Cremona, lambendo i confini meridionali ed orientali di Milano. Un articolo tratto dal “giornale di Brescia”, che abbiamo reperito sul web qualche tempo fa (http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2000/08/31/25,SPECIALE/T3.html) , riporta ipotesi dettagliate riguardo al lago Gerundo e a Tarantasio, il leggendario mostro che lo abitava. A parlare è Maurizio Mosca,  il più importante esperto italiano di mostri marini, membro della Società di criptozoologia internazionale e del Gruppo criptozoologia Italia.
“Tutta la zona che un tempo era occupata dal Gerundo conserva tradizioni orali e scritte che parlano di draghi e di mostri […]  E spesso le vecchie leggende affondano le loro radici in autentiche realtà.» Ma secondo lei il lago Gerundo era davvero abitato da mostri? «Non si può dire con precisione che animali fossero. Di certo qualcosa c’era, altrimenti non si spiegherebbero le notizie giunte sino a noi di avvistamenti e uccisioni di strani animali di grosse dimensioni.» Che tipo di notizie ci sono pervenute? «C’è per esempio un documento del 1300 che racconta come a Lodi fosse stato trovato un mostro acquatico a cui fu dato il nome di "Tarantasio". Il presunto mostro fu prontamente ucciso e le sue ossa vennero conservate fino all’Ottocento. Nella chiesa di San Marco a Milano, inoltre, è stato scoperto un affresco del Duecento che raffigura un uomo accanto ad uno stranissimo animale, simile a una gigantesca lucertola che esce dall’acqua. E tutta la zona del Gerundo era disseminata di chiese che custodivano enormi ossa attribuite a mostri acquatici […]”
“Ha un’idea di che genere di animale potesse essere?” “Molto probabilmente un Regaleco di grosse dimensioni. Questo è un pesce che per la sua forma allungata assomiglia ad un serpente e che perciò può essere all’origine di tutte le storie sui serpenti marini. È un animale poco conosciuto, perché normalmente vive ad oltre cento metri di profondità. Lungo in genere circa quattro metri, può però raggiungere dimensioni molto maggiori. Nel 1996, ad esempio, al largo di San Diego in California ne venne catturato uno lungo più di dieci metri.
[…] [oppure]
“Potrebbe  trattarsi di uno Zeuglodonte, una balena arcaica vissuta 40 milioni di anni fa. Alcuni esemplari di questi antichissimi animali potrebbero essere sopravvissuti, aver risalito il Po ed essere arrivati nel lago Gerundo.”
La figura del Drago Tarantasio è anche all’origine del Biscione che simboleggia Milano, preso dallo stemma dei Visconti, e del logo dell’AGIP, che scoprì a Caviaga, presso Cavenago, un giacimento di gas naturale.
Nel lodigiano e nell’arco di qualche decina di chilometri si sente usare “muster” (= mostro) come esclamazione, come interiezione,  più o meno allo stesso modo in cui si usa “bestia”. Tra la gente medievale del popolo nominare il diavolo, chiamato appunto “la bestia”, serviva ad esprimere ogni  spavento e stupore. Se risalissimo la storia di questo uso colloquiale di “Muster” c’incontreremmo probabilmente ancora con la vicenda del “mostro” Tarantasio.

“El mustru”, requiem per un mostro*

Il miglior tributo creativo alla leggenda del drago Tarantasio è senz’altro una canzone di Davide Van De Sfroos che si intitola “El mustru”.
La voce narrante è quella di un pescatore del lago di Como che, costretto in ospedale, un giorno esaurisce la pazienza e, parlando tra sé, lancia una sfida al mostro in mezzo al lago. Il sole che filtra dalle finestre del corridoio è probabilmente quello debole e malinconico delle cinque di sera in una stagione di mezzo, poco prima del solito orario delle visite, compiute con superficiale compassione da gente presa da altre cose, ormai senza pazienza ed immaginazione. Che cosa ne farà dei loro biscotti il malato di diabete, che in paese è schernito anche dai bambini, per aver raccontato di aver visto uscire dall’acqua il mostro che vive in fondo al lago, come una Nessie di Tremezzo? Li regalerà di certo a sua volta, magari alle infermiere, che hanno una loro intoccabile e occultata macchinetta del caffè, insieme ad una carezza ruvida in dialetto, o al più vellutato e formale italiano.
Il mostro si è rivelato soltanto al pescatore, un giorno di qualche tempo prima: imponente, come una creatura dell’Apocalisse capace di mangiarsi le stelle e di oscurare il cielo, di staccare la luna dal suo posto come un quadro dal muro. Il mostro è scuro come una biscia di catrame, ha gli occhi indemoniati e si è risvegliato da un altro tempo, col sangue caldo dal freddo degli abissi di un'era lontana. Spalancando la bocca forse ha sbadigliato, oppure adesso ha fame. Invasato come il capitano Achab, tragicamente grande proprio a causa di qualche sua anomalia, il pescatore ha osato fissare lo sguardo del mostro, che rappresenta in modo grottesco tutto il mistero della natura, o tutte le forze maligne da cui alcuni uomini profondi si sentono divorati.
Un valore aggiunto d’ironia è l’attacco del ritornello, dove il protagonista, che una volta era il re dei pescatori, ma ora è confinato in ospedale e sta sempre in pigiama, mi sembra Hurricane Carter tenuto in prigione ingiustamente, che, se rilasciato, avrebbe potuto diventare campione del mondo. Tra l’altro mi basta immaginare la Banda Bassotti che prepara l’evasione e la divisa dei carcerati mi ricorda proprio un uomo in pigiama. Il pescatore si immagina finalmente libero, mentre arriva con la sedia a rotelle fino alla riva del lago, e lì, seduto, come Achab era mutilato, aspetta che la creatura mostri se stessa per una finale resa dei conti da giocarsi con la fiocina, che è anche il riscatto della sua reputazione di fronte alla gente del paese.

*”Requiem per un mostro” è anche il titolo dell’albo n° 183 di Dylan Dog

 

 




Le fiere a Milano Fiera e dintorni

01/01/70

        Calendario Fiere

Scopri il lodigianoCultura e societàGastronomiaNaturaScopri il lodigiano

Gli eventi (cultura e spettacoli) nel territorio di Lodi, Milano e dintorni
Gli eventi culturali

01/01/70 -

        Calendario Cultura

01/01/70 -

        Calendario spettacoli

Cerca all'interno del portale del lodigiano

Google

 
Associazione Albergatori | Contatta l'associazione | Mappa territorio | Partners | Treni | Aeroporto: MXP LIN PGY | ATM | Star | Line | InfoTraffic | TuttoCittà  
  Copyright © 2006 - Associazione Albergatori della Provincia di Lodi Damsol sas  
Homepage Scrivi una mail al webmaster del portale del lodigiano Unione dei commercianti della provincia di Lodi Provincia di Lodi